giovedì, 30 marzo 2006

Conversazione col compagno Lenin

In un ammasso di fatti,
                                          in un subbuglio d'avvenimenti
se n'è andato il giorno,
                                          pian piano è annottato.
Nella stanza siamo in due:
                                                 io
                                                     e Lenin,
in fotografia
                      sulla parete bianca.
La bocca spalancata
                                       in un teso discorso,
irti
     i peli
               dei baffi,
nelle rughe della fronte
                                           è serrato
                                                            un umano,
un grande pensiero
                                     nella grande fronte.
Probabilmente,
                             sotto di lui
                                                 sfilano a migliaia...
Una selva di bandiere...
                                            una vegetazione di braccia...
Mi levo in piedi,
                             illuminato di gioia:
vorrei
           andare,
                          acclamare,
                                                fare un rapporto!
«Compagno Lenin,
                                     vi riferisco
non per dovere d'ufficio,
                                            ma con l'anima.
Compagno Lenin,
                                  l'infernale lavoro
sarà
         compiuto
                           e ormai si compie.
Illuminiamo,
                        rivestiamo il povero
e chi
          è stato spogliato,
l'estrazione
                     aumenta
                                      di minerale e carbone.
Ma insieme a questo,
                                        certamente,
                                                               molte,
molte e varie
                        sono
                                  le assurdità e le canaglie.
Si è stanchi di respingere,
                                                 di strappare coi denti.
Molti,
           senza di voi,
                                   hanno preso la mano.
Moltissimi
                    mascalzoni
                                          d'ogni sorta
vanno
            in giro
                        per la nostra terra.
Non hanno
                     numero
                                    e nome,
un'intera
                 schiera di tipi
                                           che cresce.
Kulaki e burocrati,
leccapiedi,
                     settari
                                 e ubriaconi,
incedono
                  pettoruti,
                                   fieri
tutti impugnature
                                ed emblemi.
Certo noi,
                   tutti
                          li piegheremo,
ma piegare
                      tutti
                             è tremendamente difficile.
Compagno Lenin,
                                  per le fumose fabbriche,
per le terre,
                      coperte
                                    di neve
                                                  e di stoppie,
col vostro
                  cuore,
                               compagno,
                                                     col nome vostro
pensiamo,
                     respiriamo,
                                           lottiamo
                                                           e viviamo!»
In un ammasso di fatti,
                                           in un subbuglio d'avvenimenti
se n'è andato il giorno,
                                           pian piano è annottato.
Siamo in due nella stanza,
                                                 io
                                                     e Lenin:
in fotografia
                      sulla parete bianca.



Vladimir Majakovskij

Per ascoltare la versione audio, clicca qui.

Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.
Parole, fuoco e arte di: napartaud alle 13:58 | link | commenti (8)
Categorie: teatramarcord
mercoledì, 29 marzo 2006

Comunicato agli spettatori

Carissimi,
come vi accennavo, o come qualcuno di voi ha capito tramite le mie ultime parole di fuoco e arte... sto trascorrendo un periodo all'ombra dell'angoscia.
Ma, in tutta franchezza... voglio dirvi, dall'alto di questo palco e dal profondo del mio fuoco... che senza di voi, la situazione sarebbe ancora peggiore.
Vi ringrazio di tutto l'appoggio che avete dimostrato nei miei confronti finora, e vi ringrazio anticipatamente per tutto quello che farete per me nel futuro.
Per sdebitarmi, vedrò di uscire da questa situazione nel minor tempo possibile... anche se non dipende soltanto da me.
Comunque, continuerò a scrivere... forse anche a postare audio teatrali... spero che, nonostante il mio stato, la mia voce sia ancora un'aurora di bravura della mia arte.
Vi saluto a mani giunte e con l'inchino più speciale della mia esistenza... perchè questa platea merita tutto ciò.

Au revoir.

Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.
Parole, fuoco e arte di: napartaud alle 10:45 | link | commenti (9)
Categorie: 25 novembre 2005, opinione umana teatrale interna
martedì, 28 marzo 2006

Stato instabile

Si stringono
le mascelle,
e
i denti
quasi
si spezzano
per vivere.

Si chiudono
gli occhi,
e
le palpebre
quasi
si pietrificano
per dormire.

Si sfaldano
le membra,
e
l'anima

quasi
fugge
per pensare.

Si sentono
montagne
cadere.

Scivolo
verso
l'alto.

Salgo
sotto
terra.

Nulla
è
stabile.

E
il buio
della
mia mano
rischiara
la pelle.

Nel
fuoco
infinito
in cui
vivo.


Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.
Parole, fuoco e arte di: napartaud alle 15:36 | link | commenti (7)
Categorie: 25 novembre 2005, opinione umana teatrale interna

Eccomi

"Io sono nato libero... o almeno, lo voglio credere. E se dovrò morire, morirò seguendo la mia libertà... insieme a tutti voi... perché è anche la vostra!!!"

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