Rapimento - Elisaveta Bagrjana
Parlami, parlami, parlami,
io ti ascolto, gli occhi socchiusi:
- Abbiamo passato foreste assopite
e sorvoliamo ora la terra e il mare...
A sinistra la sera insanguinata brucia,
a destra fumano incendi oscuri.
Dove giungeremo, l'alba quando sarà?
Questa volta, dove stiamo andando?
Forse là, dove veglieremo liberi
e saremo due fiamme congiunte
e di notte, fra innumerevoli stelle
brilleremo di una sola luce?
- Non lo sai tu? E io neppure -
Ma guidami, guidami laggiù!

Elisaveta Bagrjana
io ti ascolto, gli occhi socchiusi:
- Abbiamo passato foreste assopite
e sorvoliamo ora la terra e il mare...
A sinistra la sera insanguinata brucia,
a destra fumano incendi oscuri.
Dove giungeremo, l'alba quando sarà?
Questa volta, dove stiamo andando?
Forse là, dove veglieremo liberi
e saremo due fiamme congiunte
e di notte, fra innumerevoli stelle
brilleremo di una sola luce?
- Non lo sai tu? E io neppure -
Ma guidami, guidami laggiù!

Elisaveta Bagrjana
Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.
Aforisma n° 7
E
il
sole
scagliò
la
freccia
della
verità
verso
quel
buio
chiamato...
UOMO.
il
sole
scagliò
la
freccia
della
verità
verso
quel
buio
chiamato...
UOMO.

Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.
R.M.N.
Resto qua...
L'umile strada scorre in un fuoco notturno,
e il debole vento chiude gli occhi.
Forse seduto su di un marciapiede,
forse sdraiato su manti di niente.
Eppure sono io, quel silenzio vivo.
Pulsa, come tenebra e polvere,
quella roccia stillante linfa e oblio.
Ormai, giorno e notte si baciano tristi.
Meri tombini guardano le mie scarpe
spogliate della luce, violentate dal sonno.
Cadono gocce di affanno e di luna,
lacrime di soldato in tempo di pace.
Tutto è desolato e fermo nel cuore.
Le passioni cantano, lontane,
melodie e fuochi di argento.
Un pensiero si accomiata dalla penna.
Resto qua...
e il debole vento chiude gli occhi.
Forse seduto su di un marciapiede,
forse sdraiato su manti di niente.
Eppure sono io, quel silenzio vivo.
Pulsa, come tenebra e polvere,
quella roccia stillante linfa e oblio.
Ormai, giorno e notte si baciano tristi.
Meri tombini guardano le mie scarpe
spogliate della luce, violentate dal sonno.
Cadono gocce di affanno e di luna,
lacrime di soldato in tempo di pace.
Tutto è desolato e fermo nel cuore.
Le passioni cantano, lontane,
melodie e fuochi di argento.
Un pensiero si accomiata dalla penna.
Resto qua...

Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.
Parole, fuoco e arte di: napartaud alle 14:06 | link | commenti (17)
Categorie: 25 novembre 2005, opinione umana teatrale interna
Categorie: 25 novembre 2005, opinione umana teatrale interna






