Lettera al teatro
Ciò che non si è,
cara musa del mio essere,
è quel che mi affascina.
Muto attraverso la tua carne.
La voce già mi stimola
a delirare nel nostro buio,
aspettando che cali il sipario.
E' tempo di esser protagonisti.
Lontano, in fondo, lì sotto
quel ventre di parole immaginarie,
scorre il sangue del palco.
Trafitto, ti dono il mio.
Abbiamo entrambi gli occhi lucidi,
pieni di maschere e affanno,
di prove e maestose finzioni.
Rovina e prigione del gesto.
File di poltrone a osservare
la nuova, ennesima battaglia finale,
il campo intriso di parole.
Guerra silenziosa del corpo sognante.
Siamo noi i dannati colpevoli.
Siamo noi i sommi giudici.
Tra le tue solenni braccia,
avremo sempre e comunque ragione.
Qui mi firmo, e ancora
qui, nei tuoi boccheggianti seni,
disarmato e vincitore, mi estinguo.
Donami un fiore, mia sposa.
E già ritornerò a combattere.
cara musa del mio essere,
è quel che mi affascina.
Muto attraverso la tua carne.
La voce già mi stimola
a delirare nel nostro buio,
aspettando che cali il sipario.
E' tempo di esser protagonisti.
Lontano, in fondo, lì sotto
quel ventre di parole immaginarie,
scorre il sangue del palco.
Trafitto, ti dono il mio.
Abbiamo entrambi gli occhi lucidi,
pieni di maschere e affanno,
di prove e maestose finzioni.
Rovina e prigione del gesto.
File di poltrone a osservare
la nuova, ennesima battaglia finale,
il campo intriso di parole.
Guerra silenziosa del corpo sognante.
Siamo noi i dannati colpevoli.
Siamo noi i sommi giudici.
Tra le tue solenni braccia,
avremo sempre e comunque ragione.
Qui mi firmo, e ancora
qui, nei tuoi boccheggianti seni,
disarmato e vincitore, mi estinguo.
Donami un fiore, mia sposa.
E già ritornerò a combattere.

Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.
Parole, fuoco e arte di: napartaud alle 18:07 | link | commenti (11)
Categorie: 25 novembre 2005, opinione umana teatrale interna
Categorie: 25 novembre 2005, opinione umana teatrale interna
Sogno
Leggero, il mio torpore.
Raggiunta la sua meta,
il cammino si disperde
nelle stelle che dimentico.
Viaggio nel mio pensiero.
Carezzevole, il mio volo.
Scolpito nelle mie idee,
il palpito si spezza
in milioni di luci.
Parlo col mio respiro.
Distante, la mia aurora.
Incompreso ed eterno viandante,
il desiderio si infrange
sulle montagne che flagello.
Navigo sul mio orizzonte.
Piacevole, la mia ebbrezza.
Danzante nel suo incantesimo,
il vortice si posa
nelle parole di oblìo.
Ansimo nel mio vento.
Affogato, il mio corpo.
Errante nelle sue notti,
il dolore si ghiaccia
al canto del fuoco.
Giaccio nel mio sorriso.
Colpevole, il mio sguardo.
Dipinto sul mio volto,
il grido si addormenta
tra fiori di tenebra.
Canto col mio spirito.
Schiava, la mia ora.
Affranto e ferito guerriero,
il destino si inginocchia
sui tesori che riscopro.
Ritorno sul mio sentiero.
Fievole, la mia candela.
Grondante dei suoi ricordi,
la mente si risveglia
nel mondo di sempre.
Vivo nel mio sogno.
Raggiunta la sua meta,
il cammino si disperde
nelle stelle che dimentico.
Viaggio nel mio pensiero.
Carezzevole, il mio volo.
Scolpito nelle mie idee,
il palpito si spezza
in milioni di luci.
Parlo col mio respiro.
Distante, la mia aurora.
Incompreso ed eterno viandante,
il desiderio si infrange
sulle montagne che flagello.
Navigo sul mio orizzonte.
Piacevole, la mia ebbrezza.
Danzante nel suo incantesimo,
il vortice si posa
nelle parole di oblìo.
Ansimo nel mio vento.
Affogato, il mio corpo.
Errante nelle sue notti,
il dolore si ghiaccia
al canto del fuoco.
Giaccio nel mio sorriso.
Colpevole, il mio sguardo.
Dipinto sul mio volto,
il grido si addormenta
tra fiori di tenebra.
Canto col mio spirito.
Schiava, la mia ora.
Affranto e ferito guerriero,
il destino si inginocchia
sui tesori che riscopro.
Ritorno sul mio sentiero.
Fievole, la mia candela.
Grondante dei suoi ricordi,
la mente si risveglia
nel mondo di sempre.
Vivo nel mio sogno.

Sinceramente e teatralmente.
R.M.N.






